VERNICIATURA
A POLVERI

La verniciatura a polveri è un procedimento di rivestimento di superfici metalliche con un film organico, effettuato a scopo decorativo e/o di protezione dalla corrosione e da agenti aggressivi. I pezzi in lavorazione vengono ricoperti di polvere verniciante a base di resine sintetiche, che aderisce per effetto elettrostatico, e poi passati in un forno dove a causa della temperatura la vernice prima fonde e poi polimerizza dando uno strato aderente.

 

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VERNICIATURA
A LIQUIDO

La verniciatura a liquido sfrutta le proprietà chimiche e fisiche della vernice per dare vita a numerosi effetti sia visivi che tattili, conferendo particolari finiture ai pezzi trattati e, nello stesso tempo, proteggendo la loro superficie con uno strato anticorrosivo, resistente agli agenti chimici. La verniciatura a liquido viene effettuata a seconda dei vari capitolati, a richiesta dei clienti: è possibile fare cicli marini, verniciatura con zincante inorganico, epossidico, con epossicatrame, cicli alimentari ecc…

 

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Trattamento
termico

Per trattamento termico si intende il ciclo termico di riscaldamento effettuato in predeterminate condizioni e temperature a cui devono seguire raffreddamenti, più o meno lenti, con lo scopo di fare assumere ad un metallo o ad una lega metallica (solitamente acciaio) quelle strutture cristalline che gli conferiscono determinate caratteristiche meccaniche e/o tecnologiche.

Distensione a caldo del materiale in ferro, sia materiale saldato che ferro forgiato.
Per trattamento termico si intende il ciclo termico di riscaldamento effettuato in predeterminate condizioni e temperature a cui devono seguire raffreddamenti, più o meno lenti, con lo scopo di fare assumere ad un metallo o ad una lega metallica (solitamente acciaio) quelle strutture cristalline che gli conferiscono determinate caratteristiche meccaniche e/o tecnologiche.
Per comprendere l’effetto dei trattamenti termici sulla struttura di una lega metallica, è necessario conoscere il diagramma di stato della lega stessa. Tale conoscenza non è tuttavia sufficiente, infatti i diagrammi di stato definiscono le strutture di equilibrio di un metallo o una lega ad una determinata temperatura. 

Le relative curve sono quindi ricavate applicando riscaldamenti e raffreddamenti molto lenti (tali da consentire il raggiungimento dell’equilibrio ad ogni temperatura).
Per questo motivo, un importante ruolo è svolto dalla velocità di raffreddamento o di riscaldamento della trasformazione. Tale velocità non solo influisce sulle temperature di transizione (che in genere saranno diverse da quelle ricavate dai diagrammi di stato), ma anche sulla natura stessa della struttura ottenuta, con la possibilità di ottenere costituenti metastabili (quali ad esempio la martensite negli acciai) assenti nel diagramma di stato.

Sabbiatura
metallica

La sabbiatura è un procedimento meccanico con il quale si rimuove la parte più superficiale di un materiale attraverso l’abrasione provocata da un getto di sabbia ed aria.
Questo trattamento viene impiegato per lo più per la pulizia superficiale di metalli, tuttavia può essere impiegato anche per l’incisione di iscrizioni ed immagini su marmo e pietre.
La sabbiatura si divide in 3 classi di lavorazione dette Sa2, Sa2 1/2, Sa3.
raffreddamenti, più o meno lenti, con lo scopo di fare assumere ad un metallo o ad una lega metallica (solitamente acciaio) quelle strutture cristalline che gli conferiscono determinate caratteristiche meccaniche e/o tecnologiche.

Con la sabbiatura Sa2, o “spolverata”, la superficie appare priva di residui estranei, ma di colore scuro non uniforme.
La sabbiatura Sa21/2 detta anche “commerciale,” consente invece di avere una superficie perfettamente pulita e di colore uniforme.
In ultimo, la sabbiatura Sa3, chiamata anche “incisione,” rilascia la superficie perfettamente pulita con molteplici incisioni di colore uniforme, che in alcuni materiali (per esempio il ferro), risultano lucide.

Solitamente, in ambito meccanico la sabbiatura è una parte di un procedimento intermedio al ciclo di lavorazione del prodotto e, solo in rari casi, si effettua come ultima operazione.

Lo strato asportato può essere ossido, vernice, calcificazione, rivestimento galvanico o plastico, ecc. 
Al termine della sabbiatura, il materiale immediatamente sotto lo strato rimosso, risulta completamente scoperto e presenta rugosità legate alla grandezza della graniglia utilizzata e alla pressione del getto. 

La sabbiatura risulta quindi uno dei procedimenti preferiti per preparare il pezzo alla successiva verniciatura. La sabbiatura si effettua perlopiù su acciaio, ghisa, leghe metalliche in genere, legname, ceramiche, pietre e marmi, sia per impiego industriale meccanico che edilizio. Lavorazioni di sabbiatura con graniglia metallica sono adatti per acciaio al carbonio, alluminio, ghisa.

Il grado di sabbiatura si riferisce alla percentuale di scaglie di laminazione, ruggine, vecchi pitture, ecc. da asportare durante il processo di sabbiatura.

 

Generalmente i gradi di pulizia sono:

sabbiatura a metallo bianco: consiste nella completa asportazione di tutti i prodotti della corrosione, di tutte le scaglie di laminazione, di tutte le tracce di vecchie pitture e in generale di tutte le impurità della superficie metallica. Dal processo si ottiene una superficie di color grigio bianco metallico di aspetto uniforme, dotata di una ruvidità tale da consentire un perfetto ancoraggio degli strati di pittura protettiva che verranno successivamente applicati.
sabbiatura al metallo quasi bianco: consiste nella quasi totale asportazione di tutte le impurità della superficie metallica (calamina, ruggine, sporcizia, vecchia pittura, ecc.) ad esclusione di leggerissime ombreggiature, venature molto leggere oppure scoloramenti leggeri causati da macchie di ruggine, ossidi di calamina oppure leggeri residui aderenti di pitture o rivestimenti protettivi.
sabbiatura commerciale: si riferisce ad una sabbiatura buona ma non perfetta e, di solito, impone praticamente l’asportazione di tutta la ruggine, della calamina e delle altre materie estranee sulla superficie del metallo. La superficie che si ottiene non deve essere necessariamente uniforme sia per quanto concerne il grado di pulizia sia per quanto riguarda l’aspetto e questo perché eventuali differenze nelle condizioni iniziali della superficie influiscono sul risultato finale. Le superficie comunque presentano una ruvidità molto adatta a conferire una salda adesione degli strati di pittura che verranno successivamente applicati. L’aspetto finale del metallo è grigiastro.
sabbiatura grossolana (o di spazzolatura): consiste nella rimozione delle scaglie libere di ruggine, di laminazione e di pittura, mentre vengono lasciate sulla superficie quelle ben aderenti e tali che la superficie sabbiata possa offrire una buona aderenza e giunzione alla pittura.
Secondo la classificazione data dalla normativa svedeseSIS055900-1967 (ancora frequentemente in uso) e ripersa dalla più attuale ISO8501-1, i vari gradi di sabbiatura vengono definiti con le seguenti sigle:

sabbiatura a metallo bianco: Sa3
sabbiatura al metallo quasi bianco: Sa21/2 o Sa2,5
sabbiatura commerciale: Sa2
sabbiatura grossolana: Sa1

Sabbiatura
al quarzo

Il trattamento di sabbiatura al quarzo si realizza attraverso aggregati al quarzo certificati e non dannosi per l’ambiente e per l’uomo e, soprattutto, in linea con le normative comunitarie vigenti. 
Le superfici trattate sono sottoposte ad un trattamento abrasivo che asporta qualsiasi strato di impurità, come ruggine e vecchie vernici.
Con questo trattamento la superficie appare pulita e leggermente ruvida, idonea a trattenere vernici, collanti ecc.

La sabbiatura è un procedimento meccanico con il quale si rimuove la parte più superficiale di un materiale attraverso l’abrasione provocata da un getto di sabbia ed aria.
Questo trattamento viene impiegato per lo più per la pulizia superficiale di metalli, tuttavia può essere impiegato anche per l’incisione di iscrizioni ed immagini su marmo e pietre.
La sabbiatura si divide in 3 classi di lavorazione dette Sa2, Sa2 1/2, Sa3.
Con la sabbiatura Sa2, o “spolverata”, la superficie appare priva di residui estranei, ma di colore scuro non uniforme.
La sabbiatura Sa21/2 detta anche “commerciale,” consente invece di avere una superficie perfettamente pulita e di colore uniforme.
In ultimo, la sabbiatura Sa3, chiamata anche “incisione,” rilascia la superficie perfettamente pulita con molteplici incisioni di colore uniforme, che in alcuni materiali (per esempio il ferro), risultano lucide.



 

Solitamente, in ambito meccanico la sabbiatura è una parte di un procedimento intermedio al ciclo di lavorazione del prodotto e, solo in rari casi, si effettua come ultima operazione.

Lo strato asportato può essere ossido, vernice, calcificazione, rivestimento galvanico o plastico, ecc. 
Al termine della sabbiatura, il materiale immediatamente sotto lo strato rimosso, risulta completamente scoperto e presenta rugosità legate alla grandezza della graniglia utilizzata e alla pressione del getto. 

La sabbiatura risulta quindi uno dei procedimenti preferiti per preparare il pezzo alla successiva verniciatura. La sabbiatura si effettua perlopiù su acciaio, ghisa, leghe metalliche in genere, legname, ceramiche, pietre e marmi, sia per impiego industriale meccanico che edilizio. Lavorazioni di sabbiatura con graniglia metallica sono adatti per acciaio al carbonio, alluminio, ghisa.

Verniciatura
a polveri

La verniciatura a polveri è un procedimento di rivestimento di superfici metalliche con un film organico, effettuato a scopo decorativo e/o di protezione dalla corrosione e da agenti aggressivi. I pezzi in lavorazione vengono ricoperti di polvere verniciante a base di resine sintetiche, che aderisce per effetto elettrostatico, e poi passati in un forno dove a causa della temperatura la vernice prima fonde e poi polimerizza dando uno strato aderente.

Come per gli altri tipi di verniciatura, il risultato in termini di aderenza, durata e resistenza alla corrosione è pesantemente influenzato dalla preparazione preverniciatura della superficie. In effetti lo spessore dello strato verniciante ottenibile con questa tecnologia è nettamente superiore a quello ottenibile con vernice liquida (si superano agevolmente i 100 micrometri) e le caratteristiche meccaniche (durezza, elasticità) possono essere molto elevate, tuttavia in mancanza di una adeguata preparazione si verificano facilmente sfogliature, formazione di bolle (per processi osmotici), screpolature. Con la verniciatura a polvere (anche chiamata plastificazione) si possono comunque ottenere ottime prestazioni sia a livello di finitura, anche se la brillantezza non raggiunge quella delle vernici liquide, che di tenuta meccanica.

 

La verniciatura a polveri può essere effettuata sia per pezzi in serie da 4.000×2.000 mm per un peso di 150 kg sia per pezzi fuori serie con lunghezza fino a 12.000 mm, altezza 2.500 mm e larghezza 1.600 mm.
Viene effettuata con pistole elettrostatiche e vengono utilizzate vernici di vari tipi, soprattutto poliestere ed epossidiche, in totale assenza di emissioni di solvente. Per l’asciugatura, viene utilizzato il forno statico.

Verniciatura
a liquido

La verniciatura a liquido sfrutta le proprietà chimiche e fisiche della vernice per dare vita a numerosi effetti sia visivi che tattili, conferendo particolari finiture ai pezzi trattati e, nello stesso tempo, proteggendo la loro superficie con uno strato anticorrosivo, resistente agli agenti chimici. La verniciatura a liquido viene effettuata a seconda dei vari capitolati, a richiesta dei clienti: è possibile fare cicli marini, verniciatura con zincante inorganico, epossidico, con epossicatrame, cicli alimentari ecc…

La lavorazione nel reparto di verniciatura a liquido inizia con il prelievo dei pezzi dal magazzino e l’impostazione della catena di trasporto, che viene caricata con attrezzature studiate per la migliore sistemazione del materiale da verniciare. Quindi il personale prepara la vernice e procede al settaggio hardware e software degli impianti. Dopo il pretrattamento i pezzi grezzi vengono controllati; se non conformi vanno scartati o risistemati, in caso contrario vanno caricati sull’attrezzatura o agganciati direttamente alla catena di montaggio.

 

Il materiale grezzo entra ora in una camera deionizzante, controllata automaticamente, superata la quale comincia la fase della verniciatura, che avviene in due cabine pressurizzate. Nella prima viene applicato il fondo con pistole a spruzzo o elettrostatiche, guidate manualmente o tramite un robot programmato in autoinsegnamento, si attraversa poi una camera d’appassimento, che conduce alla seconda cabina, dove si effettua la finitura con l’ausilio di un secondo robot o manualmente; segue l’appassimento in pre-forno e l’essiccazione in forno all’uscita del quale il pezzo viene scaricato, controllato, imballato ed etichettato.